Da questa convinzione nasce una delle due vocazioni principali dell’Associazione, nel cui stesso nome si evoca la finalità principale di ogni umanità: risorgere. Con la musica cerchiamo di aiutare a risorgere i detenuti caduti nel pozzo oscuro della libertà negata, vivendo con loro la Pasqua degli ultimi con gli ultimi. Lo scopo è da un lato quello di far vivere quante più ore possibili ai detenuti fuori dalla cella; dall’altro prepararli a un futuro in cui, terminata la detenzione, possano vivere una liberta piena che consenta di non ricadere nel vortice dell’illegalità.

Composita l’attività che l’Associazione si propone di portare nella Casa Circondariale di Sollicciano, al cui nome speriamo si possa associare – nel tempo – il significato stesso di musica, non diversamente da come il nome Volterra evoca teatro.

L’attività è nata con un evento suggestivo nella Casa Circondariale di Sollicciano, una scommessa vinta: L’Arte della fuga di Bach eseguita per orchestra di 14 archi nel mese di marzo 2013 (evento ripetuto con altrettanto successo nella Casa di reclusione di Castrogno, che contiamo di ripetere in tutte le carceri italiane). Il successo, favorito anche da incontri preparatori con i detenuti, ha portato alla costituzione di un Coro dei detenuti.

La grande umanità che c’è in carcere diventa patrimonio e ricchezza insostituibili per coloro che si avventurano oltre le sbarre della detenzione per donare qualcosa a coloro che vi sono reclusi: incredibile a dirsi, ma dopo ogni visita in carcere, si esce più ricchi di umanità.

Dall’esperienza del Coro è nata l’idea di una Scuola di musica per i detenuti: L’Associazione è pronta ad accogliere nel suo staff giovani musicisti che desiderano donare il loro tempo e la loro capacità professionale a favore dei detenuti.

Il carcere è una realtà complessa: le cose facili diventano difficili; quelle difficili impossibili; quelle impossibili possono farsi realtà solo con la forza del sogno: noi cerchiamo di trasformare il sogno in realtà!

Dalla Scuola di musica per i detenuti, abbiamo avviato il progetto per una Scuola di musica destinata ai figli del personale di Polizia penitenziaria: un progetto unico nel suo genere, anche per la peculiarità di svolgersi esso stesso non fuori, ma dentro le mura del carcere. Il fermento del personale penitenziario ci fa supporre che il progetto avrà enorme successo.

Il pensiero del futuro oltre le sbarre ci ha portato al progetto di una Scuola professionale di Artigianato per la costruzione di strumenti musicali: progetto ancora nella sua fase di studio, al quale contiamo di associare altre realtà fiorentine per la sua realizzazione.

Chi ha visto il film Le ali della libertà può cogliere l’emozione del breve momento musicale (un duetto dalle Nozze di figaro di Mozart) che per pochi minuti rende davvero liberi tutti i detenuti. Da questo episodio è nato il progetto del Sollicciano Musik-Film Festival, che ogni primo lunedì del mese porta due ore di libertà alla fantasia dei detenuti, con proposte cinematografiche legate alla musica. Alleghiamo a questa nota l’intera programmazione in corso.

L’idea altrettanto rivoluzionaria di svegliare i detenuti con la musica di Johann Sebastian Bach, da diffondere per mezz’ora la giorno a tutto il penitenziario, ha portato al progetto di un Impianto audio che possa collegare la Direzione del carcere a tutte le Sezioni (oggi del tutto isolate da ogni forma di collegamento).

L’Associazione Onlus La Pasqua di Bach è pronta a raccogliere ogni suggerimento e ogni proposta su questo impegno di Musica e Carceri.