Su questo versante, l’impegno sarà rivolto soprattutto alla Casa Circondariale di Sollicciano (abbiamo già donato a tale struttura un pianoforte verticale), dove ci ripromettiamo di portare una organica attività musicale e artistica (musica, teatro, cinema) organizzando:

  1. Scuola professionale di artigianato musicale finalizzata alla costruzione di strumenti musicali;
  2. Un Coro dei detenuti;
  3. Una Scuola di musica per i detenuti;
  4. Una Scuola di musica – da tenersi in carcere – per i figli degli agenti di polizia penitenziaria e degli altri lavoratori della struttura carceraria;
  5. Stagioni concertistiche, teatrali, cinematografiche e letterarie;
  6. Realizzazione a Sollicciano di un impianto di diffusione acustica che permetta a tutti i reparti un ascolto giornaliero della musica, in particolare modo, di Johann Sebastian Bach.

Tutte le attività saranno effettuate tenendo conto della esigenza di valorizzare, formare e dare lavoro a giovani musicisti del territorio.

Così come oggi il nome “Volterra” è sinonimo di “teatro”, il nostro grande sogno è portare il nome “Sollicciano” a diventare col tempo sinonimo di “musica”.

In sostanza, il nostro impegno servirà a far vivere il tempo della condanna come vero momento riabilitativo, in vista di un futuro in cui la riacquistata libertà metta i detenuti in condizione di tornare a essere davvero liberi. In carcere le cose facili sono sempre difficili; quelle difficili sono impossibili. Quelle impossibili, sono solo sogni: forse solo sognando riusciremo a dare concretezza alle cose.